SysLinuxOS 13.2 inutile aspettare oltre
Questo rilascio non è un semplice aggiornamento, ma è la versione “14” che avevo in testa, un vero e proprio cambio epocale. Non c’era più tempo e non volevo aspettare oltre. SysLinuxOS 13.2 introduce una revisione sostanziale del modo in cui il sistema gestisce disco, backup, ripristino e boot. La release adotta btrfs come filesystem predefinito e costruisce su di esso un livello integrato di snapshot, rollback e backup. Tutte queste funzionalità sono preconfigurate e attive fin dal primo avvio, senza alcuna configurazione aggiuntiva.
btrfs di default
Le nuove installazioni usano btrfs con il subvolume standard @ per la root e @home per la home. Il partizionamento e il layout dei subvolumi sono gestiti automaticamente da Calamares durante l’installazione guidata, senza configurazione manuale.
btrfs abilita funzionalità non disponibili su ext4: snapshot istantanei, rollback completo del sistema e backup incrementali nativi. In SysLinuxOS 13.2 queste funzionalità sono integrate e preconfigurate fin dall’avvio.
Configurazione Snapper integrata
Appena installato SysLinuxOS 13.2, Snapper è configurato e attivo. Le operazioni seguenti sono automatiche:
- Uno snapshot baseline viene creato al termine dell’installazione, come punto di riferimento pulito.
- Ogni operazione
aptdi installazione, aggiornamento o rimozione crea una coppia di snapshot pre/post. - A ogni avvio del sistema viene creato uno snapshot di boot, prima che qualsiasi servizio modifichi i file.
- Una timeline conserva snapshot giornalieri, settimanali e mensili.
I limiti di retention hanno valori predefiniti ragionevoli (NUMBER_LIMIT 5, TIMELINE_LIMIT_DAILY 7, GRUB_BTRFS_LIMIT 8). In fase di upgrade, i valori personalizzati dall’utente vengono preservati.
Menu snapshot in GRUB e rollback
Tramite l’integrazione di grub-btrfs, nel menu di avvio viene aggiunto un sottomenu “SysLinuxOS — snapshots”, aggiornato a ogni update-grub, che elenca gli snapshot più recenti del sistema.
Per ripristinare uno stato precedente, si avvia uno snapshot in modalità recovery read-only e si esegue syslinuxos-rollback. Lo strumento rinomina l’attuale @ in un backup timestampato, crea un nuovo @ in lettura/scrittura dallo snapshot selezionato e ricrea /.snapshots come subvolume vuoto. Al riavvio il sistema torna allo stato selezionato, con l’intera cronologia precedente preservata nel backup.
Più installazioni di SysLinuxOS sullo stesso disco
btrfs e os-prober hanno una limitazione storica, segnalata come bug Debian e tuttora aperta upstream (#921004, #940710): con due installazioni Linux su partizioni btrfs, GRUB rileva solo quella corrente. La causa è che os-prober monta la partizione al top-level e vi cerca /etc/os-release, mentre nel layout btrfs standard il file si trova in /@/etc/os-release.
SysLinuxOS 13.2 risolve il problema con una soluzione custom e indipendente da os-prober. Lo script /etc/grub.d/13_syslinuxos-btrfs-otheros enumera tutte le partizioni btrfs con lsblk, monta ciascuna con subvol=@, verifica la presenza di /etc/os-release e genera blocchi menuentry GRUB completi: una voce principale con il kernel più recente, un sottomenu “Advanced options” con tutti i kernel ordinati dal più recente e una voce di recovery. Funziona in parallelo a os-prober senza conflitti, mentre os-prober continua a gestire le installazioni ext4/xfs. Può essere disabilitato con una riga in /etc/default/grub.
Inoltre, /etc/grub.d/14_syslinuxos-snapshots-otheros rileva le installazioni btrfs che contengono un grub-btrfs.cfg e genera un sottomenu “SysLinuxOS — Snapshots of other installs” che esegue un chainload diretto (configfile) nel menu snapshot di quella installazione. È così possibile avviare gli snapshot di un’altra installazione SysLinuxOS presente sullo stesso disco.
Ecosistema di pacchetti SysLinuxOS
Le funzionalità btrfs, snapshot, clone e backup sono fornite tramite quattro pacchetti, ciascuno distribuito come .deb installabile, versionato e testato in modo indipendente.
syslinuxos-snapshots 0.3.9 — motore dello snapshot system
È il pacchetto centrale. La sua installazione fornisce l’intero sistema snapshot, preconfigurato e funzionante:
syslinuxos-snapshots-setup— lo script di setup di Snapper, con bypass argv--forceper l’esecuzione dentro il chroot di Calamares, dove il system D-Bus non è disponibile esnapperstandard fallisce silenziosamente. Usa--no-dbusper dialogare direttamente con la libreria snapper. La stessa logica vale nella modalità--reset-baseline, che rimuove gli snapshot spuri generati durante l’installazione e crea un unico baseline pulito (#1), con retry loop e ordinamento reverse-numeric per rispettare i vincoli pre/post di Snapper.syslinuxos-rollback— l’helper di rollback. Monta il top-level btrfs (subvolid=5), rinomina@in@.rollback-bak-TIMESTAMP, crea un nuovo@in lettura/scrittura come snapshot btrfs di quello scelto e ricrea/.snapshotscome subvolume vuoto. Al reboot,fstab subvol=/@carica la nuova root./etc/grub.d/13_syslinuxos-btrfs-otherose/etc/grub.d/14_syslinuxos-snapshots-otheros— i due script GRUB descritti sopra, pacchettizzati e installati automaticamente.- Configurazione di Snapper con logica
set_if_default, che aggiorna solo i valori non modificati dall’utente.
grub-btrfs 4.14 — snapshot nel menu di avvio
La versione di grub-btrfs inclusa in SysLinuxOS è pacchettizzata e validata per il layout Debian @ / .snapshots. Il sottomenu “SysLinuxOS — snapshots” viene aggiornato automaticamente a ogni update-grub. Ogni snapshot Snapper è una voce avviabile: il sistema parte in modalità recovery read-only dallo snapshot, pronto per syslinuxos-rollback.
distroClone 1.4.8 — clone del sistema e build della ISO Live
distroClone crea una ISO Live di SysLinuxOS a partire dal sistema in esecuzione, oppure clona l’installazione corrente su un altro disco. La versione 1.4.8 è completamente integrata con l’ecosistema btrfs:
- Build ISO btrfs-aware, con esclusione di
.snapshots,@.rollback-bak-*evar/lib/snapper/snapshotsdalla squashfs, così nessuno snapshot del sistema sorgente finisce nel target installato. - Setup di Snapper nel chroot di Calamares tramite
syslinuxos-snapshots-setup --force, con bypass basato su argv, immune allo stripping delle variabili d’ambiente tra Calamares e i processi figlio. Log persistente in/var/log/calamares-snapshots-setup.log. - Reset del baseline al primo boot tramite
remove-live-admin.service: dopo le purge di Calamares e live-boot rimane un unico snapshot#1pulito come baseline. - I comandi USB, QEMU e VirtualBox includono
conv=fsync oflag=direct && syncnel dialog finale, evitando USB non avviabili per cache di scrittura non sincronizzate.
distroclone-backup 1.3.0 — backup versionato con Snapper
distroclone-backup estende il modello degli snapshot btrfs al backup su disco esterno. Nella versione 1.3.0 la modalità di funzionamento si adatta automaticamente al filesystem di destinazione:
- Destinazione btrfs: il backup diventa una catena di snapshot Snapper con config dedicata
distroclone-backup. Il primo backup crea la config e lo snapshot#1(baseline completo); ogni backup successivo aggiunge uno snapshot incrementale. È possibile ripristinare qualsiasi versione, in modo completo o selettivo. - Destinazione ext4, xfs o altro: rsync classico, senza variazioni rispetto alle versioni precedenti.
- Destinazione btrfs senza Snapper configurato: fallback automatico a snapshot btrfs raw (compatibilità con v1.2.2).
Miglioramenti al boot
- La sessione Live non si blocca più sul Samba NMB Daemon. Nelle versioni precedenti il boot poteva attendere fino a circa 1m41s un servizio
nmbdprivo di interfacce di rete disponibili. Le unitànmbd.serviceesmbd.servicesono ora disabilitate nel chroot di build prima della generazione della squashfs. I client SMB (gvfs, smbclient) continuano a funzionare normalmente. - Nessuno splash Plymouth, per un avvio più diretto e trasparente.
syslinuxos-install-extras
SysLinuxOS è pensato per professionisti IT, sistemisti, amministratori di rete e ingegneri DevOps. La versione 13.2 formalizza il set di strumenti incluso con un approccio a due livelli.
TIER1 — toolkit base, sempre installato
Ogni installazione di SysLinuxOS 13.2 include fin da subito un set di strumenti professionali:
- Networking e analisi:
nmap,tshark,wireshark,tcpdump,mtr,iperf3,socat,netcat,bettercap,zenmap - Firewall e sicurezza:
nftables,iptables,ipset,fail2ban,rkhunter,chkrootkit,lynis,auditd - VPN e connettività:
wireguard,openvpn,nginx,haproxy,keepalived - Container e orchestrazione:
docker,docker-compose,kubectl,ansible,ansible-core - Backup e storage:
restic,borgbackup,rclone,rsync,lvm2,mdadm,cryptsetup - Strumenti CLI:
git,python3,jq,yq,fzf,ripgrep,bat,tmux,htop,atop,glances
TIER2 — stack professionali su richiesta
Installare di default tutto il software specializzato significherebbe una ISO di diversi GB e un sistema con servizi che la maggior parte degli utenti non utilizza. syslinuxos-install-extras fornisce categorie definite che installano interi stack con un solo comando:
sudo syslinuxos-install-extras networking # DNS, DHCP, VPN, BGP/OSPF, HA, proxy, SNMP, IDS sudo syslinuxos-install-extras devops # monitoring, logging, container, K8s, IaC sudo syslinuxos-install-extras cloud # CLI AWS/Azure/GCP, virtualizzazione, storage, K8s sudo syslinuxos-install-extras full # tutto il TIER2 in un'unica operazione sudo syslinuxos-install-extras repos # aggiunge i repo APT ufficiali Grafana, HashiCorp, Helm
networking — per chi gestisce infrastrutture di rete complesse: DNS autorevole e ricorsivo (bind9, unbound, dnsmasq, knot, nsd), DHCP enterprise (kea con DHCPv4/v6/DDNS), VPN avanzate (openvpn3, libreswan IKEv2, openconnect, ocserv, stunnel4, tinc), routing dinamico (FRR con BGP/OSPF/IS-IS/MPLS, bird3, exabgp, radvd), alta disponibilità (corosync, pacemaker, heartbeat, drbd), reverse proxy e web server (caddy, lighttpd, squid, varnish), IDS/IPS (suricata, crowdsec), integrità del filesystem (aide, tripwire) e autenticazione enterprise (freeradius, 389-ds, sssd con AD/Kerberos/LDAP).
devops — per chi costruisce e monitora sistemi in produzione: stack Prometheus completo (prometheus, alertmanager, node-exporter, blackbox-exporter e relativi exporter), influxdb, monitoring classico (nagios4, icinga2, zabbix, collectd, munin, monit, cacti), logging avanzato (rsyslog, syslog-ng, goaccess), tooling container (podman, buildah, skopeo) e IaC (ansible-lint, puppet-agent, cfengine3, terraform-switcher).
cloud — per chi lavora su infrastrutture distribuite e ibride: CLI cloud ufficiali (awscli, azure-cli, hcloud-cli, openstack-clients), virtualizzazione completa (qemu-system-x86, libvirt, lxc, incus, vagrant), storage distribuito (stack ceph completo, glusterfs), benchmarking I/O (fio, bonnie++) e backup enterprise (bacula, amanda).
repos — prima di installare Grafana, Terraform o Helm dalle sorgenti ufficiali, questo sottocomando aggiunge e firma i repository APT di Grafana Labs, HashiCorp e Helm, così le installazioni successive provengono dalla fonte canonica.
Repository SysLinuxOS
I quattro pacchetti sono già installabili come file .deb. Il passo successivo è un repository APT dedicato e firmato per SysLinuxOS, affiancato ai repository Debian standard. Con esso, mantenere aggiornati il sistema di snapshot, il clone tool, il backup e grub-btrfs diventerà un normale apt upgrade, configurato tramite una singola riga in /etc/apt/sources.list.d/syslinuxos.list.
Test
SysLinuxOS 13.2 è stato testato su hardware fisico, oltre che su macchine virtuali. Tra i problemi identificati e risolti durante i test: race condition tra servizi al primo boot, fallimenti silenziosi di Snapper dentro il chroot di Calamares, contaminazione degli snapshot tra sistema sorgente e target installato, e USB non avviabili per cache di scrittura non sincronizzate. Ogni problema ha prodotto un fix specifico e versionato.

