Installare Oracle Java 8 su Debian Jessie/Strech

 

Installare Oracle Java 8 su Debian Jessie/Strech

Installare Oracle Java 8 su Debian Jessie/Strech. Di default su Debian Jessie viene installato OpenJDK Runtime Environment (IcedTea 2.6.6). Infatti il comando java -version, restituisce:

edmond@debianbox:~$ java -version
java version "1.7.0_101"
OpenJDK Runtime Environment (IcedTea 2.6.6) (7u101-2.6.6-2~deb8u1)
OpenJDK 64-Bit Server VM (build 24.95-b01, mixed mode)

per installare Oracle Java 8, si puo andare direttamente sul sito ed accettare la licenza, oppure:

$ sudo mkdir /opt/jdk
$ cd /opt/jdk
$ sudo wget --header "Cookie: oraclelicense=accept-securebackup-cookie" https://download.oracle.com/otn-pub/java/jdk/8u92-b14/jdk-8u92-linux-x64.tar.gz
$ sudo tar -zxf jdk-8u92-linux-x64.tar.gz
$ sudo update-alternatives --install /usr/bin/java java /opt/jdk/jdk1.8.0_92/bin/java 100
$ sudo update-alternatives --install /usr/bin/javac javac /opt/jdk/jdk1.8.0_92/bin/javac 100
$ sudo update-alternatives --config java

e scegliere la voce 1:

edmond@debianbox:/opt/jdk$ sudo update-alternatives –config java
There are 2 choices for the alternative java (providing /usr/bin/java).

  Selection    Path                                            Priority   Status
————————————————————
* 0            /usr/lib/jvm/java-7-openjdk-amd64/jre/bin/java   1071      auto mode
  1            /opt/jdk/jdk1.8.0_92/bin/java                    100       manual mode
  2            /usr/lib/jvm/java-7-openjdk-amd64/jre/bin/java   1071      manual mode

Press enter to keep the current choice[*], or type selection number: 1
update-alternatives: using /opt/jdk/jdk1.8.0_92/bin/java to provide /usr/bin/java (java) in manual mode

controllare la versione di java e javac:

$ java -version

edmond@debianbox:/$ java -version
java version "1.8.0_92"
Java(TM) SE Runtime Environment (build 1.8.0_92-b14)
Java HotSpot(TM) 64-Bit Server VM (build 25.92-b14, mixed mode)
edmond@debianbox:/$ javac -version
javac 1.8.0_92

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Owncloud 9 Apache Mysql su Raspberry Pi 3 e Raspbian

 

Owncloud 9 Apache Mysql su Raspberry Pi 3 e Raspbian

 

Owncloud 9 Apache Mysql su Raspberry Pi 3 e Raspbian. Io su Raspberry Pi 3, ho un server Webdav e mi trovo bene, qua la guida. ma ho voluto provare Owncloud, poichè è molto più personalizzabile, e ti permette di condividere link, con password e data di scadenza. Io ho utilizzato come disco esterno una pen drive da 128G, formattata in NTFS, ma si può utilizzare anche un hard disk esterno, possibilmente alimentato. 

sudo mkdir /media/usb-hdd

identificare la chiavetta con:

sudo tail -f /var/log/messages

oppure:

sudo fdisk -l

conoscere UUID per procedere con il mount automatico:

sudo blkid /dev/sda1

il comando sopra restituirà qualcosa del genere:

/dev/sda1: UUID="10C67902162A661E" TYPE="ntfs" PARTUUID="eaf9ab2e-01"

quindi configurare fstab:

sudo nano /etc/fstab

che dovrebbe essere come sotto:

UUID=10C67902162A661E /media/usb-hdd/ ntfs-3g permissions,defaults,auto

poi:

sudo reboot

 

Installazione di Owncloud ed i servizi necessari:

 

wget -nv https://download.owncloud.org/download/repositories/stable/Debian_8.0/Release.key -O Release.key
sudo apt-key add - < Release.key
sudo sh -c "echo 'deb https://download.owncloud.org/download/repositories/stable/Debian_8.0/ /' >> /etc/apt/sources.list.d/owncloud.list"
sudo apt-get update && sudo apt-get install owncloud

verrà chiesto di scegliere una password per mysql.

 

Configurazione Mysql:

 

sudo mysql -u root -p

inserire la password di mysql, e poi i 4 comandi sotto, scegliendo Utente e Password per l'utente owncloud:

CREATE DATABASE owncloud;
GRANT ALL PRIVILEGES ON owncloud.* TO USER@localhost IDENTIFIED BY 'PASSWORD';
FLUSH PRIVILEGES;
exit

riavviare mysql:

sudo service mysql restart

 

Web Server Apache2 con SSL:

 

sudo openssl genrsa -out server.key 4096
sudo openssl req -new -key server.key -out server.csr

ci saranno alcune voci da riempire, ma quella più importante è COMMON NAME, che io ho fatto puntare al mio hostname DynDNS per l'accesso da remoto:

Owncloud 9 Apache Mysql su Raspberry Pi 3 e Raspbian

Owncloud 9 Apache Mysql su Raspberry Pi 3 e Raspbian

 

sudo openssl x509 -req -days 1825 -in server.csr -signkey server.key -out server.crt -sha256
sudo chmod 400 server.key
sudo mv server.key /root/server.key
sudo mv server.crt /root/server.crt
sudo cp /etc/apache2/sites-available/000-default.conf /etc/apache2/sites-available/000-default.conf_bak
sudo nano /etc/apache2/sites-available/000-default.conf

e modificare DocumentRoot come sotto:

DocumentRoot /var/www/owncloud

poi ancora:

sudo rm -rf /var/www/html/
sudo nano /etc/apache2/sites-available/default-ssl.conf

e modificare le voci DocumentRoot, SSLCertificateFile, SSLCertificateKeyFile, come sotto:

DocumentRoot /var/www/owncloud
SSLCertificateFile /root/server.crt
SSLCertificateKeyFile /root/server.key

abilitare la crittografia:

sudo a2ensite default-ssl.conf
sudo service apache2 reload
sudo a2enmod ssl
sudo service apache2 restart

alcune modifiche necessarie:

sudo nano /etc/php5/apache2/php.ini

fare una modifica al file php.ini, nella sezione File Uploads, portando upload_max_filesize = 5000.

sudo sed -i 's/AllowOverride None/AllowOverride All/'  /etc/apache2/apache2.conf
sudo /etc/init.d/apache2 restart

creazione della cartella di storage e relativi permessi:

sudo mkdir -p /media/usb-hdd/owncloud/dati
sudo chown -R www-data:www-data /media/usb-hdd/owncloud/dati
sudo chmod 0770 /media/usb-hdd/owncloud/dati
sudo reboot

come ultimo ritocco, aumentare la capacità di upload, andando a modificare il file .htacces, ed installare fail2ban:

sudo nano /var/www/owncloud/.htaccess

portando: php_value upload_max_filesize, e php_value post_max_size a 5000M

sudo apt-get install fail2ban

Se tutto è andato bene andare all'indirizzo https://ip_del_raspberry/owncloud ed apparirà la pagina iniziale, dove si dovrà scegliere nome utente e password per l'accesso, ed inserire il nome del database ed user e password dell'utente owncloud.

Owncloud 9 Apache Mysql su Raspberry Pi 3 e Raspbian

 

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Telefonare e Ricevere Gratis nel mondo con Asterisk iPhone e Vpn

 

      

 

Telefonare e Ricevere Gratis nel mondo con Asterisk iPhone e Vpn. Si può fare! Se si possiede un PBX Asterisk in casa o in ufficio, ed è giustamente configurato, si può decidere di essere sempre raggiungibile anche sul cellulare. Ci sono diversi modi per fare questo, basta creare una estensione in FreePBX, o mettere il numero di cellulare in un gruppo di squillo, ecc. ecc. Fino a che ci si trova all'interno della casa o dell'ufficio collegati alla propria rete locale, non ci sono problemi nel ricevere telefonate o effettuarle, passando dal centralino virtuale, il "problema" invece si pone quando ci si trova all'esterno e quindi di conseguenza non siamo più un interno telefonico. Anche in questo caso ci sono diverse soluzioni, per poter chiamare o ricevere le chiamate, una su tutte, si potrebbe configuare Asterisk/FreePBX dopo qualche squillo di girarci la chiamata sul telefono ecc. ecc, oppure usare un client voip opportunamente configurato. Ma secondo me invece il modo migliore è quello di essere sempre o quando si ha la necessità, connessi alla propria rete locale. Sembra difficile, ma in realtà è molto più semplice di quanto si pensi. Quello di cui si ha bisogno, oltre ad un minimo di conoscenza, sono:

  1. Una estensione configurata su FreePBX
  2. Un client Voip che supporti la VPN, come Bria iPhone
  3. Una VPN

 

Per quanto riguarda la configurazione di una Estensione su FreePBX ci sono molte guide sul web, ed anche in questo blog. Per quanto riguarda invece la VPN, bisogna avere un router (consigliato) con cui poterla creare, oppure un firewall. A livello domestico/ufficio si potrebbe prendere in considerazione l'acquisto di un router, per esempio un Linksys E1200-EZ v2, su cui poi installare DD-WRT, come ho fatto io. Infine serve acquistare per 8€ circa l'app per telefoni apple o android di Bria. Per quanto riguarda la configurazione è molto semplice:

Telefonare e Ricevere Gratis nel mondo con Asterisk iPhone e Vpn Telefonare e Ricevere Gratis nel mondo con Asterisk iPhone e Vpn Telefonare e Ricevere Gratis nel mondo con Asterisk iPhone e Vpn


Quindi se ci si trova lontani da casa, in Italia, basta collegarsi col proprio piano dati telefonico, alla VPN, per poi poter essere un interno e quindi chiamare e ricevere le chiamate. Se si è in vacanza all'estero, si può approfittare degli hotspot pubblici o dell'albergo per poter avviare la VPN, e poi fare una chiamata Gratis come se ci si trovasse a casa propria. Telefonare e Ricevere Gratis nel mondo con Asterisk iPhone e Vpn

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How to compilare Dadhi Linux su Raspberry Pi 2-3

 

How to compilare Dadhi Linux su Raspberry Pi 2-3

How to compilare Dadhi Linux su Raspberry Pi 2-3. Questa guida mostra come compilare dadhi-linux-complete su Raspberry Pi 2 o Pi 3. Quando si prova a compilare, l'errore che si verifica è il seguente, e cioè richiede il kernel source:

root@raspberrypi:/usr/src/dahdi-linux-complete-2.11.1+2.11.1# make all
make -C linux all
make[1]: ingresso nella directory "/usr/src/dahdi-linux-complete-2.11.1+2.11.1/linux"
make -C drivers/dahdi/firmware firmware-loaders
make[2]: ingresso nella directory "/usr/src/dahdi-linux-complete-2.11.1+2.11.1/linux/drivers/dahdi/firmware"
make[2]: uscita dalla directory "/usr/src/dahdi-linux-complete-2.11.1+2.11.1/linux/drivers/dahdi/firmware"
You do not appear to have the sources for the 4.1.19-v7+ kernel installed.
Makefile:71: set di istruzioni per l'obiettivo "modules" non riuscito
make[1]: *** [modules] Errore 1
make[1]: uscita dalla directory "/usr/src/dahdi-linux-complete-2.11.1+2.11.1/linux"
Makefile:9: set di istruzioni per l'obiettivo "all" non riuscito
make: *** [all] Errore 2

quindi per risolvere il problema proceder

Configurazione Grandstream HT 503 con Asterisk e FreePBX

 

Configurazione Grandstream HT 503 con Asterisk e FreePBX

Configurazione Grandstream HT 503 con Asterisk e FreePBX. Questa guida mostra come configurare un Grandstream HT 503 con Asterisk e FreePBX. Il Grandstream HT 503 non è niente altro che un gateway/modulo ATA, che serve per utilizzare la propria linea telefonica all'interno di un PBX, nel mio caso lo utilizzo con Raspbx installato su un Raspberry pi 2. Di seguito mi limiterò a condividere gli screenshot della mia configurazione funzionante. Nell'immagine sopra si vedono due porte rj45 e 2 porte rj11, e si potrebbero utilizzare nel modo seguente:

  1. Line=FX0: bisogna inserire il cavo della propria linea telefonica.
  2. Phone=FXS: dove eventualmente andrà collegato un telefono analogico.
  3. WAN: inserire il cavo di rete.
  4. LAN: si può collegare direttamente un telefono voip.

Quindi l'obiettivo sarà quello di girare le chiamate che arrivano sulla nostra linea tradizionale ad un interno voip o analogico collegato al modulo ATA. L'indirizzo di default del Grandstream HT 503 è 192.168.2.1. In questa guida la rete è strutturata in questo modo:

  1. HT 503= 192.168.1.80
  2. Server PBX= 192.168.1.83
  3. numero principale= 023xxxxxx
  4. interno che squilla=101, ed essendo un telefono voip è collegato alla porta Lan

Status:

Grandstream HT 503 Asterisk e FreePBX

Basic setup:

è consigliabile settare l'ip dell'ATA in modo statico, nel mio caso ci pensa direttamente il router:

Grandstream HT 503 Asterisk e FreePBXGrandstream HT 503 Asterisk e FreePBX

in Unconditional Call Forward to Voip, inserire il proprio numero di telefono.

Advanced Settings:

Grandstream HT 503 Asterisk e FreePBX

f1=425@-12,f2=425-12,c=200/200-600/1000;
f1=425@-20,c=1000/4000;
f1=425@-20,c=500/500;
f1=425@-12,c=250/250;
f1=350@-11,f2=440@-11,c=100/100-100/100-100/100;
f1=425@-12,f2=425-12,f3=425@-12,c=400/200-600/100/100;
f1=350@-13,f2=440@-13,c=0/0;

FXS:

se non si usa si può lasciare non configurata.

fxs

fxs2

FX0:

Grandstream Device Configuration

sopra ci sono User ID e password, le quali poi saranno riportate al momento della crezione del Trunk in FreePBX.

Grandstream Device Configuration Grandstream Device Configuration Grandstream Device Configuration Grandstream Device Configuration

Adesso passare alla configurazione lato FreePBX, creando un Trunk con la linea principale:

trunk Configurazione Grandstream HT 503 con Asterisk e FreePBX

host=192.168.1.80
type=peer
context=from-trunk
authname=023xxxxxxx
secret=XXXXXXXXXX
canreinvite=no
insecure=port,invite
dtmfmode=rfc2833
nat=no
port=5062
disallow=all
allow=alaw&ulaw

come si vede il trunk punta al modulo ATA HT 503. Adesso bisogna creare l'Estensione 101, mettendo la stessa password anche sul telefono Voip che si andrà a configurare.

estensione

a questo punto bisogna dirottare le chiamate in entrata verso l'estensione 101, oppure verso un IVR o un gruppo di squillo. Andare in Connectivity-Inbound Routes:

inbound

poi andare in Connectivity-Outbound Routes:

outbound routes outbound routes

se tutto è andato bene, adesso si potranno ricevere e fare telefonate dalla nostra linea principale, passando dal centralino.

status

Updated: 12/06/2017

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Wireshark abilitare interfacce di rete

 

wireshark abilitare interfacce di rete

 

Wireshark abilitare interfacce di rete. In questa guida verranno descritti i passaggi per abilitare le interfacce di rete in  wireshark Dopo avere avviato il programma bisogna andare in Capture-Options per scegliere l'interfaccia di rete per lo sniffing, ma di default queste non compaiono su Debian. Per abilitarle:

sudo apt-get install wireshark libcap2-bin
sudo groupadd wireshark
sudo usermod -a -G wireshark $USER
sudo chgrp wireshark /usr/bin/dumpcap
sudo chmod 755 /usr/bin/dumpcap
sudo setcap cap_net_raw,cap_net_admin=eip /usr/bin/dumpcap

a questo punto saranno visibili nel menu Capture-Options.

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Come creare una Debian Live modalità UEFI

 

Come creare una Debian Live modalità UEFI

 

Guida su come creare una Debian Live in modalità UEFI. Questa guida non spiega le differenze tra Bios o UEFI, o tra MBR o GPT, poichè in rete si trovano esaustive spiegazioni, ma mi soffermerò su come crearsi una Debian Live in modalità d'installazione UEFI, dato che al momento non ci sono immagini ufficiali, o almeno credo. Ad ogni modo dato che io uso Mate come Desktop Environment, mi sono preparato una Debian Jessie Live UEFI personalizzata, con firmware-nonfree. La mia chiavetta viene identificata come /dev/sdb1, quindi:

sudo fdisk -l
sudo umount /dev/sdb1
sudo mkdosfs -F 32 -I /dev/sdb1
sudo mount /dev/sdb1 /mnt
cd /mnt
sudo apt-get install p7zip
sudo 7z x /percorso/del/file/debian-live-8.2.0-amd64.iso
sudo mkdir EFI && cd EFI && sudo mkdir BOOT
cd BOOT/
sudo wget https://svn.code.sf.net/p/edk2/code/trunk/edk2/ShellBinPkg/UefiShell/X64/Shell.efi
sudo mv Shell.efi Bootx64.efi
cd /mnt
sudo nano startup.nsh

ed incollare dentro:

live\vmlinuz initrd=live\initrd.img append boot=live components

salvare, e poi:

cd ..
sudo umount /dev/sdb1
sudo reboot

a questo punto dopo aver riavviato in modalita UEFI, apparirà una shell, e per avviare la Debian Live basterà premere ENTER oppure digitare:

startup.nsh

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Creare una Debian Jessie Live persistente con firmware non-free

 

Creare una Debian Jessie Live persistente con firmware non-free

 

Guida su come creare una Debian Jessie Live persistente con firmware non-free, alla Debian way. Possedere una chiavetta usb con la propria distribuzione preferita può ritornare utile, sia come OS di riserva, live o installabile, sia come strumento di lavoro. Per avere un buon strumento di lavoro, bisogna però avere tutti i propri programmi preferiti, e per ottenere ciò bisogna creare una Debian Live in modalità persistente. Con la modalità persistente, si può installare tutto quello che serve e portarsi dietro i documenti preferiti,  ed addirittura la distribuzione può essere aggiornata, senza paura che al riavvio le modifiche vadano perse. Quello che serve come prima cosa è scaricare la Debian Live iso-hybrid, scegliendo anche il proprio Desktop Environment, ed alcuni pacchetti:

 

# apt-get install mbr syslinux p7zip

 

la mia chiavetta di 8G viene identificata come /dev/sdb, quindi la guida utilizzerà questa sintassi:

Inserire la chiavetta usb e verificare come viene identificata, la mia come /dev/sdb con 2 partizioni:

# fdisk -l
# umount /dev/sdb1
# umount /dev/sdb2

 

Formattazione:

# dd count=1 bs=512 if=/dev/zero of=/dev/sdb

 

Creazione tabella delle partizioni e di 2 partizioni, una in fat32 l'altra in ext4:

# parted /dev/sdb
(parted) mklabel msdos                                          
(parted) mkpart primary fat32 1 1536M                                  
(parted) mkpart primary ext4 1536 8G
(parted) set 1 boot on                                                   
(parted) q

 

Creazione filesystem:

# /sbin/mkdosfs -n live /dev/sdb1
# /sbin/mkfs.ext4 -L persistence /dev/sdb2
# mkdir /mnt/live
# mkdir /mnt/persistence
# mount /dev/sdb1 /mnt/live
# mount /dev/sdb2 /mnt/persistence
# cd /mnt/live
# 7z x /percorso_iso_scariicata/debian-live-8.2.0-amd64-mate-desktop+nonfree.iso

 

Modificare il file live.cfg inserendo le opzioni persistence e noeject:

# nano isolinux/live.cfg

dove la prima parte deve essere come sotto:

label live-amd64
        menu label ^Live (amd64)
        menu default
        linux /live/vmlinuz
        initrd /live/initrd.img
        append boot=live components persistence noeject quiet splash

 

Creazione del dispositivo usb bootable e della seconda partizione persistente:

# /sbin/install-mbr /dev/sdb
# syslinux -i /dev/sdb1
# mv isolinux syslinux
# mv syslinux/isolinux.cfg syslinux/syslinux.cfg
# mv syslinux/isolinux.bin syslinux/syslinux.bin
# cd /mnt/persistence
# echo / union > persistence.conf
# cd ..
# umount /mnt/live
# umount /mnt/persistence

A questo punto si può riavviare e provare la Debian Jessie Live persistente con firmware non-free. La prima cosa da fare volendo è quella di aggiornare il sistema per poi installare i propri programmi preferiti:

# apt-get update && apt-get upgrade -y

Utente e password di default sono: username=user password=live

 

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Server Cloud WebDav su Raspberry pi 2 e Debian Jessie

Server WebDav su Raspberry pi 2

 

Per avere un proprio Server Cloud WebDav su Raspberry pi 2 e Debian Jessie, da utilizzare sia in locale che da remoto, alla stregua di Dropbox, Box.com, OneDrive ecc ecc, i passi da seguire sono i seguenti:

sudo apt-get install apache2
sudo a2enmod dav_fs
sudo a2enmod auth_digest
sudo service apache2 restart
sudo mkdir -p /webdav
sudo chown www-data /webdav
sudo cp /etc/apache2/sites-available/000-default.conf /etc/apache2/sites-available/000-default.conf_bak
sudo nano /etc/apache2/sites-available/000-default.conf

che deve essere come sotto, inserendo al posto delle xxx.xxx.x.x, l' IP del Raspberry:

<VirtualHost xxx.xxx.x.x:80>
        ServerAdmin webmaster@localhost

        DocumentRoot /webdav
        <Directory /webdav>
                Options Indexes MultiViews
                AllowOverride None
                Order allow,deny
                allow from all
        </Directory>

        Alias /webdav /webdav

        <Location /webdav>
           DAV On
           AuthType Basic
           AuthName "webdav"
           AuthUserFile /webdav/passwd.dav
           Require valid-user
       </Location>
</VirtualHost>

 

sudo service apache2 restart
sudo htpasswd -c /webdav/passwd.dav nome_utente_Raspberry

per chi deve accedere da Windows al server WebDav:

sudo htpasswd /webdav/passwd.dav xxx.xxx.x.x\\nome_utente_Raspberry

poi:

sudo chown root:www-data /webdav/passwd.dav
sudo chmod 640 /webdav/passwd.dav
sudo service apache2 restart

Il server sarà raggiungibile all'indirizzo https://ip_server/webdav

Adesso un minimo di protezione per il nostro server cloud installando Fail2ban, così da bloccare dopo 3 tentativi l'IP di che tenta di accedere senza le giuste credenziali:

sudo apt-get install fail2ban
sudo nano /etc/fail2ban/jail.local

ed inserire:

[apache]
enabled  = true
port     = https,https
filter   = apache-auth
logpath  = /var/log/apache*/*error.log
maxretry = 6

[apache-noscript]
enabled  = true
port     = https,https
filter   = apache-noscript
logpath  = /var/log/apache*/*error.log
maxretry = 6

[apache-overflows]
enabled  = true
port     = https,https
filter   = apache-overflows
logpath  = /var/log/apache*/*error.log
maxretry = 2

[apache-nohome]
enabled  = true
port     = https,https
filter   = apache-nohome
logpath  = /var/log/apache*/*error.log
maxretry = 2

riavviare fail2ban:

sudo service fail2ban restart

adesso siamo pronti ad utilizzare il nostro server cloud.

 

enjoy 😉

 

Installare Oracle VirtualBox 4.3 su Debian Wheezy/Jessie

 

 

Installare Oracle VirtualBox 4.3 su Debian Wheezy/Jessie

 

 

Oracle VirtualBox è un software open source per l'esecuzione di macchine virtuali. Supporta Windows, GNU/Linux e Mac OS X come sistemi operativi host, ed è in grado di eseguire Windows, GNU/Linux, OS/2 Warp, BSD come sistemi operativi guest. Per installare Oracle VirtualBox 4.3 su Debian Wheezy/jessie basta aggiungere i repository ufficiali al sources.list:

 


# sh -c 'echo "deb https://download.virtualbox.org/virtualbox/debian wheezy contrib" >> /etc/apt/sources.list'
# apt-get update
# wget -q https://www.virtualbox.org/download/oracle_vbox.asc -O- | apt-key add -
# apt-get update
# apt-get install virtualbox-4.3

 

enjoy 😉