Raspberry Pi backup veloce sd card

 

Raspberry Pi backup veloce sd card

Raspberry Pi backup veloce sd card

 

Guida su come ottenere un backup veloce e funzionante del proprio sistema. Per chi utilizza un Raspberry Pi, con tutto il sistema installato su sd card, è buona regola avere un backup completo, per poter ovviare velocemente ad una ipotetica perdita/rottura dei dati sulla sd card. A difesa delle sd card, io posso tetimoniare, essendo possessore di tanti Raspberry Pi, fin da  maggio 2012, che se si acquistano le migliori, difficilmente si rompono. Io per i vari utilizzi, ho speso di più per la sd card che per il Raspberry Pi. I metodi di backup a cui io mi riferisco utilizzano i comandi dd e rsync.  Il classico metodo più utilizzato e sicuro è il seguente:

 

Metodo 1)

Estrarre dal Raspberry Pi la sd card di origine e creare un file img

sudo dd bs=4M if=/dev/sdx of=PiOS.img

Ripristinare su sd card di backup:

sudo dd bs=4M if=PiOS.img of=/dev/sdx

Con il metodo sopra i tempi sono biblici, poichè dd, clona tutto, e si può tranquillamente arrivare a 15 ore. Esistono altri metodi simili, aggiungendo la compressione, ma a me non soddisfano.

 

Metodo 2)

Questo metodo è quello che utilizzo io, e può essere eseguito sia a caldo, sia estraendo la sd card clonandola. Per questo metodo si utilizza dd, solo per quanto riguarda le tabelle delle partizioni, e la partizione di boot, tutto il resto lo farà rsync copiando velocemente il contenuto della rootfs.

Inserire su pc la  sd card da cui effettuare il backup e raccogliere informazioni:

sudo fdisk -l

 

Raspberry Pi backup veloce sd card

 

 

esistono 2 partizioni, nel mio caso, /dev/sdc1 di boot ed /dev/sdc2 rootfs. Bisogna prendere nota delle 2 voci start, 8192 e 534528, cosicchè da creare una identica tabella delle partizioni, contenendo tutti i files di boot:

sudo dd bs=4k count=$((8192/8)) if=/dev/sdc | gzip >boot-img.gz
sudo dd bs=4k count=$((534528/8)) if=/dev/sdc | gzip >rootfs-img.gz

Adesso dobbiamo copiare in una cartella il contenuto di /dev/sdc2 utilizzando rsync:

sudo apt install rsync
sudo mkdir /mnt/{dati,rootfs}
sudo mount /dev/sdc2 /mnt/dati/
sudo rsync -aHAXSP /mnt/dati/ /mnt/rootfs/
sudo umount /dev/sdc2

Basta. Finito. Tempo totale meno di 3 minuti:

 

Raspberry Pi backup veloce sd card

 

Inserire la sd card di backup:

Azzerare tabella partizioni:

sudo dd count=1 bs=512 if=/dev/zero of=/dev/sdc

creazione della tabella delle partizione come da sd card origine:

sudo zcat boot-img.gz | sudo dd bs=4k iflag=fullblock of=/dev/sdc
sudo partprobe /dev/sdc
sudo zcat rootfs-img.gz | sudo dd bs=4k iflag=fullblock of=/dev/sdc
sudo partprobe /dev/sdc

formattare la seconda partizione in ext4:

sudo mkfs.ext4 -L rootfs /dev/sdc2

mount e copia :

sudo mount /dev/sdc2 /mnt/dati/
sudo rsync -aHAXSP /mnt/rootfs/ /mnt/dati/

umount ed attendere, può volerci qualche minuto:

sudo umount /dev/sdc2

 

Tempo totale 15 minuti circa. A questo punto se tutto è andato bene, abbiamo una copia perfetta della sd card di origine. Questo metodo funziona anche in presenza di database.

Raspberry Pi backup veloce sd card

 

enjoy 😉

 

Raspberry rimuovere utente Pi

 

Raspberry rimuovere utente Pi
Raspberry rimuovere utente Pi

Per chi utilizza il Raspberry Pi, e di conseguenza Raspberry Pi OS ex Raspbian e non solo, si deve loggare con username “pi” e password “raspberry“. Chiaramente la prima cosa che si fa è quella di cambiare la password di default, ma ancora meglio sarebbe creare un nuovo user ed eliminare quello di default. Questo è quello che io faccio al primo accesso ssh:

1) Login come user pi e creazione nuovo utente “edmond

$ sudo adduser edmond

2) aggiungere utente al gruppo visudo

$ sudo visudo

ed aggiungere

edmond ALL=(ALL:ALL) ALL

come sotto:

# User privilege specification
root ALL=(ALL:ALL) ALL
edmond ALL=(ALL:ALL) ALL

3) aggiungere il nuovo utente al gruppo sudo

$ sudo usermod -a -G sudo edmond

4) aggiungere il nuovo utente agli stessi gruppi dell’utente “pi”

$ sudo usermod -a -G adm,dialout,cdrom,sudo,audio,plugdev,games,users,input,netdev,ssh,gpio,i2c,spi edmond

5) logout ed accesso col nuovo utente:

$ sudo deluser pi
$ sudo rm -rf /home/pi/

da questo momento si può utilizzare l’utility:

$ sudo raspi-config
Raspberry rimuovere utente Pi

 

enjoy 😉

 

Nextcloud Letsencrypt su Raspberry Pi 4

Nextcloud Letsencrypt su Raspberry Pi 4

Nextcloud Letsencrypt su Raspberry Pi 4

Guida su come installare Nextcloud con Letsencrypt su Raspberry Pi 4, utilizzando Raspberry Pi OS Buster. A differenza della guida precedente, dove utilizzavo Owncloud ed apache2 come web server, adesso utilizzerò Nextcloud ed nginx.

Prerequisiti ed info
  • Raspberry Pi 4/3
  • Raspberry Pi OS Buster già installato ed accesso ssh
  • Il raspberry dovrà avere come dominio/hostname l’equivalente di example.com. Questo può essere modificato in /etc/hostname e poi riavviare.
  • Il vostro ip pubblico dovrà puntare quindi al dominio, nel caso non si avesse un ip pubblico, utilizzare un servizio di DNS.
  • Assicurarsi prima, di aprire la porte 80  verso il proprio server, altrimenti non si potranno ottenere i certificati. Successivamente bisognerà aprire la 8443.
  • La guida è stata testata su una installazione pulita di Raspberry Pi OS Lite.
1) Accedere al Raspberry via ssh ed Installazione Nginx web server:
$ sudo su
$ su -
# apt install nginx -y
# systemctl start nginx
# systemctl enable nginx

verifica nginx:

# systemctl status nginx
2) Installazione php7.3
# apt install -y php7.3-gd php7.3-json php7.3-mysql php7.3-curl php7.3-intl php-imagick php7.3-zip php7.3-xml php7.3-mbstring php7.3-fpm php7.3-mysql php7.3-bz2 php7.3-bcmath php7.3-gmp

modifica di 2 php.ini

# nano /etc/php/7.3/fpm/php.ini
# nano /etc/php/7.3/cli/php.ini

in entrambi i files andiamo a decommentare e ad aggiornare:

date.timezone = Europe/Rome

salavare ed uscire e passare alla modifica di www.cond

# nano /etc/php/7.3/fpm/pool.d/www.conf

e decommentare le righe come sotto:

env[HOSTNAME] = $HOSTNAME
env[PATH] = /usr/local/bin:/usr/bin:/bin
env[TMP] = /tmp
env[TMPDIR] = /tmp
env[TEMP] = /tmp
# systemctl restart php7.3-fpm
# systemctl enable php7.3-fpm
3) Installazione e configurazione MariaDB Server
# apt install mariadb-server -y

settare password root MariaDB

# mysql_secure_installation
Enter current password for root (enter for none): Press Enter
Set root password? [Y/n] Y 
Remove anonymous users? [Y/n] Y 
Disallow root login remotely? [Y/n] Y 
Remove test database and access to it? [Y/n] Y 
Reload privilege tables now? [Y/n] Y

creazione user e db per nextcloud:

# mysql -u root -p

inserire password e poi i 5 comandi sotto:

create database nextcloud_db;
create user nextclouduser@localhost identified by 'IN_PASSWORD';
grant all privileges on nextcloud_db.* to nextclouduser@localhost identified by 'IN_PASSWORD';
flush privileges;
exit
4) Certificato SSL Letsencrypt
# apt install certbot -y
# systemctl stop nginx
# certbot certonly --standalone -d example.com

se è andato tutto bene si otterrà:

IMPORTANT NOTES:
- Congratulations! Your certificate and chain have been saved at:
/etc/letsencrypt/live/example.com/fullchain.pem
Your key file has been saved at:
/etc/letsencrypt/live/example.com/privkey.pem
Your cert will expire on 2021-03-07. To obtain a new or tweaked
version of this certificate in the future, simply run certbot
again. To non-interactively renew *all* of your certificates, run
"certbot renew"
- If you like Certbot, please consider supporting our work by:

Donating to ISRG / Let's Encrypt: https://letsencrypt.org/donate
Donating to EFF: https://eff.org/donate-le
5) Download Nextcloud
# apt install wget unzip zip -y
# cd /var/www/
# wget -q https://download.nextcloud.com/server/releases/latest.zip
# unzip latest.zip
# chown -R www-data:www-data /var/www/nextcloud
6) Configurazione Virtual Host
# nano /etc/nginx/sites-available/nextcloud

ed incollare dentro, con le rispettive modifiche:

upstream php-handler {
#server 127.0.0.1:9000;
server unix:/var/run/php/php7.3-fpm.sock;
}

server {
listen 80;
listen [::]:80;
server_name example.com;
# enforce https
return 301 https://$server_name:8443$request_uri;
}

server {
listen 8443 ssl http2;
listen [::]:8443 ssl http2;
server_name example.com;

# Use Mozilla's guidelines for SSL/TLS settings
# https://mozilla.github.io/server-side-tls/ssl-config-generator/
# NOTE: some settings below might be redundant
ssl_certificate /etc/letsencrypt/live/example.com/fullchain.pem;
ssl_certificate_key /etc/letsencrypt/live/example.com/privkey.pem;

# Add headers to serve security related headers
# Before enabling Strict-Transport-Security headers please read into this
# topic first.
#add_header Strict-Transport-Security "max-age=15768000; includeSubDomains; preload;" always;
#
# WARNING: Only add the preload option once you read about
# the consequences in https://hstspreload.org/. This option
# will add the domain to a hardcoded list that is shipped
# in all major browsers and getting removed from this list
# could take several months.
add_header Referrer-Policy "no-referrer" always;
add_header X-Content-Type-Options "nosniff" always;
add_header X-Download-Options "noopen" always;
add_header X-Frame-Options "SAMEORIGIN" always;
add_header X-Permitted-Cross-Domain-Policies "none" always;
add_header X-Robots-Tag "none" always;
add_header X-XSS-Protection "1; mode=block" always;

# Remove X-Powered-By, which is an information leak
fastcgi_hide_header X-Powered-By;

# Path to the root of your installation
root /var/www/nextcloud;

location = /robots.txt {
allow all;
log_not_found off;
access_log off;
}

# The following 2 rules are only needed for the user_webfinger app.
# Uncomment it if you're planning to use this app.
#rewrite ^/.well-known/host-meta /public.php?service=host-meta last;
#rewrite ^/.well-known/host-meta.json /public.php?service=host-meta-json last;

# The following rule is only needed for the Social app.
# Uncomment it if you're planning to use this app.
#rewrite ^/.well-known/webfinger /public.php?service=webfinger last;

location = /.well-known/carddav {
return 301 $scheme://$host:$server_port/remote.php/dav;
}
location = /.well-known/caldav {
return 301 $scheme://$host:$server_port/remote.php/dav;
}

# set max upload size
client_max_body_size 512M;
fastcgi_buffers 64 4K;

# Enable gzip but do not remove ETag headers
gzip on;
gzip_vary on;
gzip_comp_level 4;
gzip_min_length 256;
gzip_proxied expired no-cache no-store private no_last_modified no_etag auth;
gzip_types application/atom+xml application/javascript application/json application/ld+json application/manifest+json application/rss+xml application/vnd.geo+json application/vnd.ms-fontobject application/x-font-ttf application/x-web-app-manifest+json application/xhtml+xml application/xml font/opentype image/bmp image/svg+xml image/x-icon text/cache-manifest text/css text/plain text/vcard text/vnd.rim.location.xloc text/vtt text/x-component text/x-cross-domain-policy;

# Uncomment if your server is build with the ngx_pagespeed module
# This module is currently not supported.
#pagespeed off;

location / {
rewrite ^ /index.php;
}

location ~ ^\/(?:build|tests|config|lib|3rdparty|templates|data)\/ {
deny all;
}
location ~ ^\/(?:\.|autotest|occ|issue|indie|db_|console) {
deny all;
}

location ~ ^\/(?:index|remote|public|cron|core\/ajax\/update|status|ocs\/v[12]|updater\/.+|oc[ms]-provider\/.+)\.php(?:$|\/) {
fastcgi_split_path_info ^(.+?\.php)(\/.*|)$;
set $path_info $fastcgi_path_info;
try_files $fastcgi_script_name =404;
include fastcgi_params;
fastcgi_param SCRIPT_FILENAME $document_root$fastcgi_script_name;
fastcgi_param PATH_INFO $path_info;
fastcgi_param HTTPS on;
# Avoid sending the security headers twice
fastcgi_param modHeadersAvailable true;
# Enable pretty urls
fastcgi_param front_controller_active true;
fastcgi_pass php-handler;
fastcgi_intercept_errors on;
fastcgi_request_buffering off;
}

location ~ ^\/(?:updater|oc[ms]-provider)(?:$|\/) {
try_files $uri/ =404;
index index.php;
}

# Adding the cache control header for js, css and map files
# Make sure it is BELOW the PHP block
location ~ \.(?:css|js|woff2?|svg|gif|map)$ {
try_files $uri /index.php$request_uri;
add_header Cache-Control "public, max-age=15778463";
# Add headers to serve security related headers (It is intended to
# have those duplicated to the ones above)
# Before enabling Strict-Transport-Security headers please read into
# this topic first.
#add_header Strict-Transport-Security "max-age=15768000; includeSubDomains; preload;" always;
#
# WARNING: Only add the preload option once you read about
# the consequences in https://hstspreload.org/. This option
# will add the domain to a hardcoded list that is shipped
# in all major browsers and getting removed from this list
# could take several months.
add_header Referrer-Policy "no-referrer" always;
add_header X-Content-Type-Options "nosniff" always;
add_header X-Download-Options "noopen" always;
add_header X-Frame-Options "SAMEORIGIN" always;
add_header X-Permitted-Cross-Domain-Policies "none" always;
add_header X-Robots-Tag "none" always;
add_header X-XSS-Protection "1; mode=block" always;

# Optional: Don't log access to assets
access_log off;
}

location ~ \.(?:png|html|ttf|ico|jpg|jpeg|bcmap)$ {
try_files $uri /index.php$request_uri;
# Optional: Don't log access to other assets
access_log off;
}
}

salvare ed uscire. Poi fare un paio di modifiche:

# ln -s /etc/nginx/sites-available/nextcloud /etc/nginx/sites-enabled/
# nano /etc/nginx/nginx.conf

e decommentare la linea sotto:

server_names_hash_bucket_size 64;

fare un test di nginx:

# nginx -t

se non ci sono errori avremo un output come sotto:

root@example:/var/www# nginx -t
nginx: the configuration file /etc/nginx/nginx.conf syntax is ok
nginx: configuration file /etc/nginx/nginx.conf test is successful
# systemctl restart nginx
# systemctl restart php7.3-fpm
7) Nextcloud post installazione

Nextcloud Letsencrypt su Raspberry Pi 4 andare all’indirizzo del server:

# hostname -I

creare username e password per l’accesso via web, e poi inserire nextclouduser e nextcloud_db. Nel caso di porta diversa della 443, è meglio inserirla come in figura sopra. I dati di default saranno in /var/www/nextcloud/data. Ma conviene sempre tenerli all’esterno della sd-card. Esempio con usb esterna.

8) Creazione della cartella di storage e relativi permessi:
# mkdir /media/nextcloud-usb
# groupadd www-data
# usermod -a -G www-data www-data
# chown -R www-data:www-data /media/nextcloud-usb
# chmod -R 775 /media/nextcloud-usb

adesso abbiamo bisogno di conoscere UUID del disco usb e configurare /etc/fstab per il montaggio automatico:

# blkid
# nano /etc/fstab

ed aggiungere qualcosa del genere in /etc/fstab:

UUID=f9kjhg70-0784-4eaa-9cc5-4ctrewc62275 /media/nextcloud-usb ext4 defaults 0
# reboot

al riavvio verificare se la usb esterna è stata montata correttamente:

$ df -h

Questa guida consente di avere un server cloud personale, ma bisogna ricordarsi che bisognerà proteggerlo, e quindi integrare delle robuste policy di sicurezza, come fail2ban, iptables, ufw, ecc ecc.

Nextcloud Letsencrypt su Raspberry Pi 4

enjoy 😉

Teamviewer-host su Raspberry

 

Teamviewer-host su Raspberry

Teamviewer-host su Raspberry

Guida su come installare Teamviewer-host su Raspberry. Per chi volesse accedere in remoto sul proprio raspberry, può installare Teamviewer-host, che renderà tutto molto semplice.

$ sudo apt-get update
$ sudo apt-get upgrade
$ wget https://download.teamviewer.com/download/linux/teamviewer-host_armhf.deb
$ sudo dpkg -i teamviewer-host_armhf.deb
$ sudo apt install -f

Settare password di accesso a teamviewer-host

$ sudo teamviewer passwd <password>

per conoscere id al quale collegarsi:

$ sudo teamviewer info

a questo punto ci si può collegare dal client.

Teamviewer-host su Raspberry

enjoy 😉

 

Clonazione e backup di una partizione con rsync

Clonazione e backup di una partizione con rsyncClonazione e backup di una partizione con rsync

Per motivi lavorativi, e di sicurezza, ho sempre diverse partizioni su ssd separati. Quindi dopo aver installato la mia Debian, ed averla personalizzata con tutto quello che mi serve, subito dopo clono il tutto in pochi secondi e passaggi. Questo procedimento, utilizzando rsync, è fantastico in quanto lo esegui direttamente dal sistema che stai utilizzando. Nell’esempio sotto, la mia partizione dove andrò a clonare, è identificata come /dev/sda10.

$ su -
# apt install rsync

umount partizione EFI e mount partizione target

# umount /dev/sda1
# mount /dev/sda10 /mnt/
# rsync -aAXvP / --exclude={"/dev/*","/proc/*","/sys/*","/tmp/*","/run/*","/mnt/*","/media/*","/lost+found"} /mnt/

lanciare blkid per identificare UUID della partizione target e modificarla:

Clonazione e backup di una partizione con rsync

# blkid
# nano /mnt/etc/fstab

poi:

# umount /dev/sda10
# update-grub

Clonazione e backup di una partizione con rsync

enjoy 😉

 

Systemback 1.9.4 per Debian 10 Ubuntu 20.04

Systemback 1.9.4 per Debian 10 Ubuntu 20.04

Systemback 1.9.4 per Debian 10 Ubuntu 20.04

Nei giorni passati in lockdown per covid-19, ho dato un occhiata a systemback-1.9.3, adattandolo per farlo funzionare su Debian Buster 10, ed Ubuntu 20.04. Ho risolto alcuni bug, come la dimensione della distro installata tramite live, ed altre cosette. Ho fatto dei test su: Debian 10, Ubuntu 20.04, AV Linux e sembra funzionare perfettamente. Su derivate di Debian 10 si riscontrano dei problemi: come l’impossibilità di avvio in modalità UEFI. I pacchetti, ed il codice sorgente sono su Github e su Sourceforge.

Installazione da Sourceforge:

Download

$ cd Downloads/
$ tar xvf systemback-install_pack-1.9.4.tar.gz
$ cd systemback-install_pack-1.9.4/
$ chmod +x install.sh
$ sudo ./install.sh

 

Installazione Github:

$ git clone https://github.com/fconidi/systemback-install_pack-1.9.4.git
$ cd systemback-install_pack-1.9.4/
$ chmod +x install.sh
$ sudo ./install.sh

Systemback 1.9.4 per Debian 10 Ubuntu 20.04

BUG

con Mate Desktop ci sono problemi con caja, dove si è impossibilitati ad aprire il file manager e dove le cartelle,  non si aprono e non si vedono sul desktop. Praticamente ci sono dei problemi di link simbolici, quindi bisogna ricrearli:

Montare la partizione dove si è installato la copia Debian based. Ipotizzando che la partizione sia /dev/sda3:

# su -
# mount /dev/sda3 /mnt/
# cd /mnt/
# rm -rf bin/
# ln -s usr/bin/ bin
# rm -rf lib/
# ln -s usr/lib/ lib
# rm -rf lib32/
# ln -s usr/lib32/ lib32
# rm -rf lib64/
# ln -s usr/lib64/ lib64
# rm -rf libx32/
# ln -s usr/libx32/ libx32

Systemback 1.9.4 per Debian 10 Ubuntu 20.04

enjoy 😉

 

Kali-anonsurf e anonsurf su Debian 10

Kali-anonsurf e anonsurf su Debian 10Kali-anonsurf e anonsurf su Debian 10

Anonsurf è la modalità anonima di ParrotOS  e Kali Linux, per forzare le connessioni attraverso Tor e/o la rete i2p.  Tor è un protocollo di crittografia SOCKS4 e SOCKS5. Tor esegue il tunnelling di tutto il traffico che circola nella rete dell’utente in modo anonimo, e nasconde la posizione di un utente e i dati di rete da chiunque monitora l’utente localmente e in remoto. L’utilizzo di Anonsurf si può avviare anche da terminale, ed oltre ad essere integrato in ParrotOS ed in Kali Linux, si può installare in Debian 10 Buster. Per utilizzare anonsurf è sempre meglio installare Tor browser, seguendo questa mia guida.

Installare kali-anonsurf:

$ sudo apt install git
$ git clone https://github.com/Und3rf10w/kali-anonsurf.git
$ cd kali-anonsurf/
$ sudo ./installer.sh

avviare con:

$ sudo anonsurf start

anonsurf ParrotOS:

$ sudo apt install git
$ git clone https://github.com/ParrotSec/anonsurf
$ cd anonsurf/binaries/
$ sudo anonsurf start

Comandi:

Parrot AnonSurf Module
Usage:
┌──[root@debianbox]─[/home/edmond]
└──╼ $ anonsurf {start|stop|restart|change|status}

start - Start system-wide anonymous
tunneling under TOR proxy through iptables 
stop - Reset original iptables settings
and return to clear navigation
restart - Combines "stop" and "start" options
change - Changes identity restarting TOR
status - Check if AnonSurf is working properly
myip - Show your current IP address
----[ I2P related features ]----
starti2p - Start i2p services
stopi2p - Stop i2p services

Kali-anonsurf e anonsurf su Debian 10

enjoy 😉

 

Raspberry con Owncloud Raspbian Buster Letsencrypt Apache

Raspberry con Owncloud Raspbian Buster Letsencrypt ApacheRaspberry con Owncloud Raspbian Buster Letsencrypt Apache

Guida su come realizzare un proprio server cloud, utilizzando owncloud, su raspberry pi 3/4, con Raspbian Buster, ma in alternativa si puo utilizzare un’altro modello di single board o Pc, con OS Debian based. Avevo gia fatto una guida precedentemente, utilizzando Raspbian Stretch. Inoltre utilizzando Let’s Encrypt si avranno certificati SSL gratuiti tramite un processo completamente automatizzato, progettato per eliminare la creazione manuale di certificati, per la convalida, l’installazione e il rinnovo. I certificati rilasciati da Let’s Encrypt sono validi per 90 giorni dalla data di emissione e sono oggi considerati affidabili da tutti i principali browser.

Prerequisiti ed info

  • Negli esempi sotto utilizzerò come nome di dominio example.com ed i comandi verranno eseguiti da root
  • Il raspberry dovrà avere quindi come dominio l’equivalente di example.com. Questo può essere modificato in /etc/hostname e poi riavviare.
  • Il vostro ip pubblico dovrà puntare quindi al dominio, nel caso non si avesse un ip pubblico, utilizzare un servizio di DNS.
  • Assicurarsi prima di aprire le porte 80/443 verso il proprio server, altrimenti non si potranno ottenere i certificati. Successivamente rimarrà aperta solo la 443.
  • La guida è stata testata su una installazione pulita di Raspbian Buster

Raspberry con Owncloud Raspbian Buster Letsencrypt Apache

Step 1) Installare i pacchetti necessari:

$ sudo su
# apt update; apt upgrade
# apt install apache2 mariadb-server libapache2-mod-php7.3 php7.3-gd php7.3-json php7.3-mysql php7.3-curl php7.3-intl php-imagick php7.3-zip php7.3-xml php7.3-mbstring ntfs-3g fail2ban certbot

Step 2) Configurazione Apache e Virtual Host basic

# rm -rf /var/www/html/
# mkdir -p /var/www/example.com/public_html
# nano /var/www/example.com/public_html/index.html

ed incollare dentro:

<!DOCTYPE html>
<html lang="en" dir="ltr">
<head>
<meta charset="utf-8">
<title>Welcome to example.com</title>
</head>
<body>
<h1>Success! example.com home page!</h1>
</body>
</html
# nano /etc/apache2/sites-available/example.com.conf

ed incollare dentro:

<VirtualHost *:80>
ServerName example.com
ServerAlias www.example.com
ServerAdmin webmaster@example.com
DocumentRoot /var/www/example.com/public_html

<Directory /var/www/example.com/public_html>
Options -Indexes +FollowSymLinks
AllowOverride All
</Directory>

ErrorLog ${APACHE_LOG_DIR}/example.com-error.log
CustomLog ${APACHE_LOG_DIR}/example.com-access.log combined
</VirtualHost>

poi:

# chown -R www-data: /var/www/example.com/
# mv /etc/apache2/sites-available/000-default.conf 000-default.conf.bak
# mv /etc/apache2/sites-enabled/000-default.conf 000-default.conf.bak
# a2ensite example.com
# systemctl restart apache2
# systemctl enable apache2

a questo punto collegandosi al server dovremmo vedere che funziona:

Raspberry con Owncloud Letsencrypt ApacheStep 3) Chiave e Letsencrypt

Creare una chiave robusta Dh (Diffie-Hellman) a 1024 oppure a 2048 bit, ci vorrà circa 20 minuti.

# openssl dhparam -out /etc/ssl/certs/dhparam.pem 1024

Per ottenere i certificati utilizzeremo certbot, installato precedentemente, che si occuperà dell’acquisizione e del rinnovo degli stessi. Utilizzeremo il plug-in Webroot che funziona creando un file temporaneo nella ${webroot-path}/.well-known/acme-challenge a cui si collegherà Letsencrypt per risolvere il DNS:

# mkdir -p /var/lib/letsencrypt/.well-known
# chgrp www-data /var/lib/letsencrypt
# chmod g+s /var/lib/letsencrypt

creare primo file di configurazione:

# nano /etc/apache2/conf-available/letsencrypt.conf

ed incollare dentro:

Alias /.well-known/acme-challenge/ "/var/lib/letsencrypt/.well-known/acme-challenge/"
<Directory "/var/lib/letsencrypt/">
AllowOverride None
Options MultiViews Indexes SymLinksIfOwnerMatch IncludesNoExec
Require method GET POST OPTIONS
</Directory>

creare secondo file raccomandato:

# nano /etc/apache2/conf-available/ssl-params.conf

ed incollare dentro:

SSLCipherSuite EECDH+AESGCM:EDH+AESGCM:AES256+EECDH:AES256+EDH
SSLProtocol All -SSLv2 -SSLv3 -TLSv1 -TLSv1.1
SSLHonorCipherOrder On
Header always set Strict-Transport-Security "max-age=63072000; includeSubDomains; preload"
Header always set X-Frame-Options DENY
Header always set X-Content-Type-Options nosniff
# Requires Apache >= 2.4
SSLCompression off
SSLUseStapling on
SSLStaplingCache "shmcb:logs/stapling-cache(150000)"
# Requires Apache >= 2.4.11
SSLSessionTickets Off

abilitare moduli e files di configurazione:

# a2enmod ssl
# a2enmod headers
# a2enmod http2
# a2enconf letsencrypt
# a2enconf ssl-params
# systemctl reload apache2

a questo punto siamo pronti ad ottenere i certificati SSL utilizzando certbot:

# certbot certonly --agree-tos --email admin@example.com --webroot -w /var/lib/letsencrypt/ -d example.com -d www.example.com

se tutto è andato bene visualizzeremo questo:

IMPORTANT NOTES:
- Congratulations! Your certificate and chain have been saved at
/etc/letsencrypt/live/example.com/fullchain.pem.
Your cert will expire on 2019-02-28. To obtain a new or tweaked
version of this certificate in the future, simply run certbot
again. To non-interactively renew *all* of your certificates, run
"certbot renew"
- If you lose your account credentials, you can recover through
e-mails sent to xxxxxxx@gmail.com.
- Your account credentials have been saved in your Certbot
configuration directory at /etc/letsencrypt. You should make a
secure backup of this folder now. This configuration directory will
also contain certificates and private keys obtained by Certbot so
making regular backups of this folder is ideal.
- If you like Certbot, please consider supporting our work by:

Donating to ISRG / Let's Encrypt: https://letsencrypt.org/donate
Donating to EFF: https://eff.org/donate-le

adesso andiamo a riconfigurare il file Virtual Host come sotto:

# nano /etc/apache2/sites-available/example.com.conf
ed incollare dentro:
<VirtualHost *:80> 
ServerName example.com
ServerAlias www.example.com

Redirect permanent / https://example.com/
</VirtualHost>

<VirtualHost *:443>
ServerName example.com
ServerAlias www.example.com

Protocols h2 http:/1.1

<If "%{HTTP_HOST} == 'www.example.com'">
Redirect permanent / https://example.com/
</If>

DocumentRoot /var/www/example.com/public_html
ErrorLog ${APACHE_LOG_DIR}/example.com-error.log
CustomLog ${APACHE_LOG_DIR}/example.com-access.log combined

SSLEngine On
SSLCertificateFile /etc/letsencrypt/live/example.com/cert.pem
SSLCertificateKeyFile /etc/letsencrypt/live/example.com/privkey.pem
SSLCertificateChainFile /etc/letsencrypt/live/example.com/chain.pem


</VirtualHost>
ricaricare la nuova configurazione:
# systemctl reload apache2

adesso si può fare un TEST SSL

Rinnovo automatico dei certificati: Come dicevo all’inizio, i certificati di Let’s Encrypt hanno una durata di 90 giorni, dopodichè dovrebbero autorinnovarsi traminte un cronjob, altrimenti aggiornare manualmente con il comando:
# certbot renew --dry-run

Step 4) Installazione Owncloud

# cd /tmp
# wget https://download.owncloud.org/download/community/owncloud-latest.tar.bz2
# tar -xvf owncloud-latest.tar.bz2
# chown -R www-data:www-data owncloud
# mv owncloud /var/www/example.com/public_html/
# rm /var/www/example.com/public_html/index.html
# nano /etc/apache2/sites-available/example.com.conf

e fare puntare la DocumentRoot ad owncloud:

DocumentRoot /var/www/example.com/public_html/owncloud

Creazione database ed user mysql:

# mysql -u root -p

inserire password di root, e poi i 5 comandi sotto, e settare la password per l’utente owncloud

1) create database owncloud;
2) create user owncloud@localhost identified by 'password';
3) grant all privileges on owncloud.* to owncloud@localhost identified by 'password';
4) flush privileges;
5) exit;
fare una modifica al file php.ini, nella sezione File Uploads, portando upload_max_filesize = 5000M.
# nano /etc/php/7.3/apache2/php.ini

come ultimo ritocco, aumentare la capacità di upload, andando a modificare il file .user.ini

# nano /var/www/example.com/public_html/owncloud/.user.ini

portando: upload_max_filesize, e post_max_size a 5000M

# systemctl restart apache2

a questo punto il server owncloud è installato, ed è raggiungibile all’indirizzo https://example.com. Se si volesse utilizzare come storage un disco esterno, la guida continua:

Step 5) Creazione della cartella di storage e relativi permessi:

# mkdir /media/owncloud-usb
# groupadd www-data
# usermod -a -G www-data www-data
# chown -R www-data:www-data /media/owncloud-usb
# chmod -R 775 /media/owncloud-usb

adesso abbiamo bisogno di conoscere UUID del disco usb ed user e group di www-data, che serviranno per configurare /etc/fstab per il montaggio automatico:

# id -u www-data; id -g www-data
# blkid
# nano /etc/fstab

ed aggiungere in una sola riga qualcosa del genere in /etc/fstab:

UUID=32E49E5027A4F8A7 /media/owncloud-usb auto nofail,uid=33,gid=33,umask=0027$,dmask=0027,noatime 0 0
# reboot

Se tutto è andato bene andare all’indirizzo https://ip_dominio_del_server ed apparirà la pagina iniziale, dove si dovrà inserire nome utente e password per l’accesso al server owncloud, nome del database, user e password dell’utente owncloud, ed infine il punto di mount. Username: owncloud Password: password Database: owncloud Server: localhost

Raspberry con Owncloud Letsencrypt Apache

Raspberry con Owncloud Raspbian Buster Letsencrypt Apache

enjoy 😉

Pen drive con Debian Buster Live Custom Persistente Criptata

Pen drive con Debian Buster Live Custom Persistente CriptataPen drive con Debian Buster Live Custom Persistente Criptata

Guida su come creare una chiavetta usb, equipaggiata con Debian Buster, in  modalità Live, con partizione persistente, e boot in  UEFI mode. L’obiettivo è quello di avere una usb bootable con i propri tools preferiti, e che ci permette di navigare in internet in piena sicurezza senza rinunciare ad una partizione dove poter stipare tutti i dati sensibili. Per cifrare la partizione persistente userò LUKS. Tutti i comandi verranno eseguiti come root, con il comando ” su  – ” per non avere errori simili a questo:

Pacchetti da installare:

# su -
# apt install fuse libfuse-dev libicu-dev bzip2 libbz2-dev cmake clang git libattr1-dev zlib1g-dev libfuse3-dev debootstrap squashfs-tools rsync

Creazione Environment:

# mkdir $HOME/debian_live
# debootstrap --arch=amd64 --variant=minbase buster $HOME/debian_live/chroot http://ftp.it.debian.org/debian/
# chroot $HOME/debian_live/chroot
# echo "debian-live" > /etc/hostname
# echo 'deb http://ftp.it.debian.org/debian/ buster main contrib non-free' > /etc/apt/sources.list
# apt update

Installazione kernel:

# apt-cache search linux-image
# apt install -y linux-image-4.19.0-6-amd64 linux-headers-4.19.0-6-amd64

Installazione dei pacchetti personalizzati (nel mio caso quelli sotto)

# apt install -y mate-desktop-environment-extra task-laptop xorg xinit xserver-xorg-input-evdev xserver-xorg-input-libinput xserver-xorg-input-kbd live-boot systemd-sysv network-manager net-tools wireless-tools nano gparted x11-xserver-utils x11-utils pciutils usbutils ntfs-3g rsync dosfstools syslinux firefox-esr chromium xserver-xorg-input-synaptics vpnc network-manager-gnome network-manager-vpnc-gnome network-manager-openvpn-gnome gtkterm vsftpd putty openssh-client firmware-linux-nonfree firmware-iwlwifi firmware-linux-free vlc terminator synaptic p7zip-full rar unrar zip ssh wget curl mesa-utils dnsmasq grub2-common grub-efi-amd64 grub-pc-bin xkb-data keyboard-configuration tzdata locales encfs wireshark-gtk aircrack-ng nmap zenmap

a questo punto abbiamo bisogno di installare la versione di cryptsetup 2:2.2.1-1  presente nei repo testing, per evitare il problema di cui sotto:

cryptsetup: WARNING: The initramfs image may not contain cryptsetup binaries
nor crypto modules. If that's on purpose, you may want to uninstall the
'cryptsetup-initramfs' package in order to disable the cryptsetup initramfs

Aggiungere i repo testing ed installare cryptsetup:

# echo 'deb http://ftp.it.debian.org/debian/ testing main contrib non-free' > /etc/apt/sources.list
# apt update
# apt install -t testing cryptsetup
# apt clean

Reinserire i repo stable:

# echo 'deb http://ftp.it.debian.org/debian/ buster main contrib non-free' > /etc/apt/sources.list
# apt update

Aggiungere utenti e password:

# passwd root
# adduser nome_utente
# exit

Comprimere il tutto in uno squash filesystem:

# mkdir -p $HOME/debian_live/image/
# mksquashfs $HOME/debian_live/chroot $HOME/debian_live/image/filesystem.squashfs -noappend -e boot

Copiare kernel e initramfs fuori chroot:

# cp $HOME/debian_live/chroot/boot/vmlinuz-4.19.0-6-amd64 $HOME/debian_live/image/vmlinuz-4.19.0-6-amd64
# cp $HOME/debian_live/chroot/boot/initrd.img-4.19.0-6-amd64 $HOME/debian_live/image/initrd.img-4.19.0-6-amd64

Preparazione chiavetta usb: (nel mio caso /dev/sdb di 16G). Negli steps successivi verranno create 3 partizioni:

  1. partizione in fat32 EFI
  2. partizione in fat32 che contiene il sistema Linux
  3. partizione in ext4 persistente criptata con LUKS
# fdisk -l
# umount /dev/sdb*
# dd count=1 bs=512 if=/dev/zero of=/dev/sdb
# parted -s -- /dev/sdb mktable gpt mkpart efi 1 100M set 1 boot on
# parted -s -- /dev/sdb mkpart system 100 2G
# parted -s -- /dev/sdb mkpart persistence 2G 16G
# mkdir -p /mnt/{usb,efi,persistence}
# mkfs.fat -F32 -n EFI /dev/sdb1
# mkfs.fat -F32 -n SYSTEM /dev/sdb2
# mkfs.ext4 -L persistence /dev/sdb3

Montaggio delle partizioni EFI e di Sistema:

# mount /dev/sdb1 /mnt/efi/
# mount /dev/sdb2 /mnt/usb/

Installazione di Grub-EFI:

# grub-install --target=x86_64-efi --efi-directory=/mnt/efi --boot-directory=/mnt/usb/boot --removable --recheck

Copiare il sistema nella seconda partizione:

# rsync -rv $HOME/debian_live/image/ /mnt/usb/live/

Creare il file grub.cfg:

# nano /mnt/usb/boot/grub/grub.cfg

ed incollare dentro:

set default="0"
set timeout=3
menuentry "Debian Custom Live" {
linux /live/vmlinuz-4.19.0-6-amd64 boot=live persistence persistence-encryption=luks
initrd /live/initrd.img-4.19.0-6-amd64
}

Creazione della partizione persistente criptata con LUKS:

# cryptsetup --verbose --verify-passphrase luksFormat /dev/sdb3

rispondere YES e creare la password:

# cryptsetup luksOpen /dev/sdb3 live
# mkfs.ext4 -L persistence /dev/mapper/live
# mount /dev/mapper/live /mnt/usb
# echo "/ union" > /mnt/usb/persistence.conf
# umount /mnt/usb/
# cryptsetup luksClose live
# umount /dev/sdb*
# exit

sopra non abbiamo fatto altro che creare una cartella live che verrà montata in /dev/mapper/, ed aprire e chiudere la partizione persistente. Per accedere alla partizione da adesso in poi bisognerà digitare una password al boot, dopodichè si potranno mettere i files importanti da portarsi dietro. Al primo avvio dare i comandi:

# apt update
# apt upgrade
# apt install -f

Pen drive con Debian Buster Live Custom Persistente Criptata

enjoy 😉

 

TorBrowser su Debian 10

TorBrowser su Debian 10TorBrowser su Debian 10

Tor (acronimo di The Onion Router) è un sistema di comunicazione anonima per Internet basato sulla seconda generazione del protocollo di rete di onion routing. Tramite l’utilizzo di Tor è molto più difficile tracciare l’attività Internet dell’utente; difatti l’uso di Tor è finalizzato a proteggere la privacy degli utenti, la loro libertà e la possibilità di condurre delle comunicazioni confidenziali senza che vengano monitorate.  Per installare TorBrowser su Debian 10 Buster:

Aggiungere i repository backport:

# printf "deb http://deb.debian.org/debian buster-backports main contrib" > /etc/apt/sources.list.d/buster-backports.list
# apt update

Installazione:

# apt -t buster-backports install torbrowser-launcher tor tor-geoipdb torsocks

Workaround errore black screen all’avvio:

# nano /etc/apparmor.d/local/torbrowser.Browser.firefox

ed aggiungere:

owner /{dev,run}/shm/org.mozilla.*.* rw,
# reboot

poi lanciare tor:

$ torbrowser-launcher

TorBrowser su Debian 10

enjoy 😉